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Bologna Arte

Etrusca, poi romana, con ancora luoghi che possono testimoniarlo, vedi i Bagni di Mario, i resti dell’anfiteatro incastonati in un palazzo del ‘400, ma anche al di sotto della Sala Borsa. Il suo medioevo, brillante specie nell’era dei pittori di scuola bolognese come i Carracci (Annibale, Lodovico, Agostino), Il Guercino, Guido Reni, oppure Giuseppe Maria Crespi fino a Giorgio Morandi, ma anche nelle sue chiese, i suoi palazzi senatori all’interno ed esterno, ma anche i suoi portici come quello di San Luca, il più lungo al mondo. Una serie di primati che questa Bologna è in grado di offrire come salotto di arte non totalmente conosciuta all’estero o allo stesso modo considerata anche in Italia. Bologna è una città d’arte di prima grandezza che merita di essere visitata, ammirata, ma si può dire di più, gustata in ogni suo aspetto con una visita prolungata e non un soggiorno mordi e fuggi. Nel centro storico, facendo come fulcro Piazza Maggiore in ogni direzione si trova arte, di vario tipo, ma sempre comunque è arte. Piazza Maggiore, la piazza pubblica ed il suo crescentone, nata nel ‘200 al tempo del periodo dei Comuni è l’anima vivente della città, ha a sé attorno monumenti architettonicamente eccelsi come la chiesa di San Petronio, il Palazzo d’Accursio, il Palazzo dei Banchi, il Palazzo dei Notai, Palazzo del Podestà. Stili anche diversi, ma che convivono assieme anche perché hanno materiali comuni che li uniscono. Viste da un angolo spuntano il cupolone di S.Maria della Vita e le Due Torri. Girando lo sguardo vi è la Piazza del Nettuno, unione tra la Piazza e un trittico di strade. Qui la Fontana del Nettuno, opera del Giambologna si incastra tra Palazzo Comunale, a suo tempo dimora anche del Cardinale Legato ed in una parte sede di una delle più belle biblioteche multimediali, la Sala Borsa, una piazza coperta con due piani a ballatoio ed altre sale interne per leggere, ascoltare musica e fare altre attività culturali. Di fronte il Palazzo di Re Enzo, dove per molti anni Re Enzo di Sardegna rimase prigioniero fino alla sua morte. La contigua Torre dell’Arengo, che poggia su quattro lati di un arco dove si incontrano quattro bracci coperti, dove 4 statue celebrano i santi protettori della città. Sopra nella torre campanaria una campana di dimensioni gigantesche suona solo in determinate occasioni, belle o brutte, è la campana che avvertiva la città in caso di necessità. Tutto attorno a questo importante punto focale si diramano strade che portano ad altri gioielli. Come Palazzo dell’Archiginnasio, dove a parte la sua Biblioteca vi è il bellissimo Teatro Anatomico. Il vicino Museo Civico Medioevale, che contiene anche collezioni archeologiche interessanti sia sull’ambito romano che egizio. Continuando a piedi sotto i portici, che lasciano a bocca a aperta per gli affreschi che si trovano nelle volte, oppure per i loro stili sempre diversi, ma comunque uniti nell’offrire questo unico sistema di comunicazione che amalgama una miriade di interessi, nonché talvolta angoli discreti dove fanno bella mostra molte immagini sacre ogni giorno adorate dai credenti. Possiamo dire, che ad un certo punto si incontra una piazza triangolare, è Piazza Santo Stefano, qui sorge un capolavoro storico, un abbazia anche chiamata “le sette chiese”, perché a vari livelli sono 7 i templi eretti tra il V° ed il XV° Secolo, a fianco importanti palazzi senatori che creano un atmosfera armoniosa. Ancora nel centro di possono trovare luoghi come Palazzo Bevilacqua, oppure la Chiesa dei Servi con il suo porticato di esili colonne ma comunque perfette come progettazione, il dirimpettaio Palazzo Davia-Bargellini, oppure la Chiesa di S.Giacomo Maggiore, San Domenico, la Basilica di S.Pietro. Camminando poi sulla Via Zamboni appare il Teatro Comunale, la sede dell’Università a Palazzo Poggi, la più antica al mondo essendo stata fondata nel 1088. Oppure la Pinacoteca Nazionale ricca di bellissimi dipinti. Nell’area universitaria poi vi sono anche interessanti collezioni nei musei universitari, oppure visitare l’Orto Botanico in Via Irnerio. Dall’altra parte della città c’è il Baraccano, proprio sulla cinta di mura che cinge Bologna ed ha 12 porte medioevali. Qui vicino sorge il Giardino della Regina Margherita, uno dei polmoni verdi della città. Proseguendo si può andare verso la Manifattura delle Arti, un complesso ora dato agli spettacoli, con un passato industriale dove nella ex Manifattura Tabacchi ora c’è la Cineteca Comunale, famosa nel mondo per la sua collezione di pellicole e manifesti, poi per il laboratorio di restauro. Quindi il Cinema Lumiere, ma anche il futuro giardino della Darsena, presto disponibile. Attraverso la darsena si può raggiungere e vedere il Forno del Pane oggi sede del Mambo, il nuovo Museo di Arte Moderna di Bologna. A fianco c’è La Salara, antico deposito del sale, quando le chiatte fino alla fine del 1800 per secoli hanno collegato Bologna con il mare, trasportando ogni sorta di beni. La città ha avuto tre piccoli porti in ognuno dei canali che accedevano alla città. Canali alimentati da opere idrauliche che hanno portato acqua all’interno della città per fare funzionare i filatoi, i mulini, gli opifici, questa energia idraulica era ricevuta anche dai corsi d’acqua che arrivavano dalle colline. I vari canali, all’epoca ed ora in parte sono ancora visibili, facevano di Bologna una piccola Venezia..Le Torri, Bologna aveva questo elemento caratterizzante che era sinonimo di controllo del territorio e di potenza, le si vedevano da grande distanza, allora erano almeno 200 circa. Le più famose sono la Asinelli, la più alta con 97,5 m di altezza e la Garisenda, quasi 50 metri di elevazione, facendo anche una sosta in San Bartolomeo. Poi, da non dimenticare la Torre dei Prendiparte, 60 metri ed oggi bed & breakfast, all’epoca era una torre carceraria, come tante altre. Appena all’esterno delle mura ci sono i Bagni di Mario, opera idraulica di origine romana, era il terminale dell’acquedotto che dalla Setta dopo tanti chilometri all’aperto ed in galleria portava una purissima acqua in città. Passiamo al Santuario di S.Luca, posto sul Colle della Guardia a simbolo di un immagine venerata dalla città, è collegata con un portico di oltre 3Km di lunghezza che sale sulla collina ed è formato da 666 archi. Proprio i portici come detto sono una delle anime di questa città, oltre 42Km realizzati ed utilizzabili, permettendo di viverli in ogni tempo dell’anno. I portici servirono ad incrementare la superficie abitabile dei palazzi ed a sviluppare i commerci. La città grazie al portico si è sviluppata, ma ha mantenuto un identità viva, sebbene abbia avuto per molto tempo il più grande centro storico di Europa e già migliaia di studenti nel MedioEvo vivevano a Bologna per studiare all’Alma Mater Studiorum. Grazie alla sua posizione molti artisti italiani e stranieri hanno fatto sosta o hanno soggiornato a Bologna, ricordandola, ma soprattutto lasciando una testimonianza in molti casi del loro passato..Bologna quindi è un giardino aperto d’arte, scoprirla è una sicura e piacevole opportunità che lascerà incantati chi potrà vivere i sapori emessi da questa avvolgente città.