Inauguriamo questo spazio che sarà dedicato a chi opera nel settore, oppure comunque a chi ha attinenza con il volo. Abbiamo quindi avuto l’opportunità di intervistare Rossano De Luca, prima persona che ha dato la sua disponibilità nel rispondere alle domande di VolaBologna. De Luca è un’operatore nel settore turistico e cargo. Abita vicino a Bologna, opera vicino al Marconi ed ha attività in particolare nel segmento cargo, anche da Bologna, e non solo.
D: Ci dica il suo rapporto con il volo, è solamente un operatore, oppure c’è qualcosa di più?
R:Il volo ha sempre accompagnato la mia vita fin da bambino, avendo un padre che lavorava per la Sabena in Belgio e Congo Belga. Ho conseguito il brevetto di primo e secondo grado a Bresso nel 1985, ed ho cominciato fin da allora a lavorare Compagnie Aeree quali Japan Airlines ed Air France.
D: Ogni tanto la vediamo fermarsi e trascorrere qualche momento per assistere al decollo ed allatterraggio di un aereo, perché questo?
R:Ancora oggi, come tutti gli appassionati, quando si alza qualcosa in volo, ovunque io sia e qualunque cosa stia facendo, sollevo lo sguardo al cielo. E’ dove si riesce a soddisfare la propria passione se non nei piazzali,annusando i “gas di scarico”, o in testata pista con amici appassionati.
D:Lei è bolognese, oppure si è trasferito qua? Se si, da quando?
R:Sono nato a Bruxelles, ho vissuto in Congo Belga e ho girato spesso e volentieri, fino a quando sono giunto a Bologna nel 1989, accettando la proposta di AIR FRANCE che mi assunse come Rappresentante merci per l’Emilia Romagna. Nel 1990 aprii la Cimair di Bologna. All’epoca l’aeroporto di Bologna aveva una connotazione prevalentemente nazionale, con pochi collegamenti internazionali, Londra e Francoforte. Parigi e Bruxelles (che inaugurai come Cimair nel 1991), così come tutti quelli che vennero dopo, erano solo delle ipotesi. Peraltro, il pensiero mi porta al passato, quando assistetti alla posa della prima pietra del Magazzino Merci della SAB, così come a tutte le fasi che hanno portato alla definizione dell’attuale terminal passeggeri.
D:Sappiamo che lei opera nel settore turistico, ma ha un estesa esperienza maturata nel cargo?
R:Nel mio percorso formativo, ho avuto la fortuna di iniziare dalla base. Ho smistato migliaia di bollette doganali, per conto della ZUST AMBROSETTI di Milano, ed in Cimair, come Agente Generale di vendita di circa 20 Compagnie Aeree, ho avuto modo di confrontarmi sia con le tematiche passeggeri che con quelle merci. Sono però sincero: pur avendo una preparazione globale, l’amore per il cargo è viscerale.
D:La sua azienda opera come GSA di CSA Cargo, come sta andando questo segmento per questo vettore come vendite che lei cura da Bologna?
R:OpenSky Group è il GSA passeggeri e merci di alcune Compagnie Aeree, fra le quali Air Sénégal International, Ocean Airlines e CSA. I voli della CSA, quando operati con ATR 72 (per non parlare del 42), sono limitati al carico delle merci, soprattutto in alta stagione, quando i passeggeri trasportano molti bagagli. Ciò nonostante, i miei ragazzi fanno diventare matti i colleghi di Marconi Handling, poiché cerchiamo di sfruttare al massimo tuttigli spazi disponibili. Scherzando, qualche volta, ai clienti, diciamo che mettiamo i colli anche in tasca al Comandante. Sta di fatto che nel networkCSA, i voli da BLQ (Bologna per chi legge), a parità di condizioni (ATR con ATR) sono quelli che hanno un loadfactor merci superiore ad ogni altro.
D:Abbiamo visto che recentemente, CSA da qualche mese ha introdotto un doppio volo, ma soprattutto il B737/500 in arrivo la domenica sera ed in partenza la domenica mattina, ci sono attinenze con l’andamento del cargo trasportato?
R:Come Lei ben sa, le politiche passeggeri sono quelle che determinano lo sviluppo di Compagnie Aeree come la CSA, che non ha in flotta aerei all cargo. Sta di fatto che l’entrata in servizio sulla tratta Bologna-Praga del B737/500 è stata fatta per soddisfare la domanda del mercato pax, al quale ci siamo accodati ben volentieri. Diciamo che ora, con il B737, ci stiamo togliendo anche qualche piccola soddisfazione nel cargo, potendo contare su un evidente incremento della capacità rivolto alla clientela degli spedizionieri internazionali.
D: Ci dica quanto può trasportare un ATR42/72 e se è difficile fare cargo con questo tipo di aerei?
R:In termini pratici, l’ATR72 ha un comparto merci tra la cabina dei piloti e quella pax. Un corridoio divide i due vani; entrambi sono lunghi 185cm, e larghi 50 (quello di sx) e 70cm( quello di dx). Capirà bene che le limitazioni sono fortissime; cio nonostante, come detto prima, è difficile che il volo parta senza aver ottimizzato al massimo gli spazi. Non nascondo, che spesso i nostri clienti adattano le casse alla dimensione particolare delle stive.
D: Qualche dato in merito all’andamento, relazionato anche ad escita ed entrata?
R:Consideri che è molto piu in uscita, proprio per l’azione proattiva che abbiamo. Ad esempio ogni giorno abbiamo una media di 400 kg a volo per ATR e di 800kg per B737. A questo è da aggiungere anche il trasportato da Milano, ma non è legato alla situazione di BLQ, immagino. L’entrata da Praga ha un rapporto bassissimo a confronto con quanto caricato da Bologna.
D: Da un suo punto di vista, da operatore del settore, da profondo conoscitore in quanto la sua esperienza supera i 20 anni in questo ambito. Come vede il Marconi e quali secondo lei sarebbero le vie di business che potenzierebbe?
R:L’aeroporto di Bologna è in una posizione favolosa, sia in termini di bacino di utenza passeggeri, che merci. Si trova al crocevia di importantiautostrade, e tutto il trasporto (avio) camionato sud/nord, transita per Bologna. Non entro nel merito delle politiche di sviluppo aeroportuale, ma credo che il nuovo Management potrà dare quello spunto per sviluppare non solo collegamenti passeggeri, ma anche merci. Conosco le potenzialità del mercato italiano, e quali sono le necessità della clientela. Gli aeroporti che stanno avendo successo, sono quelli regionali proprio perché, fra le altre cose, sono non ancora congestionati vedi HHN/LGG/VBS (Hahn, Liegi, Brescia per chi legge).
Voglio peraltro ricordare le esperienze passate di KL e di BA, che negli anni scorsi volarono da Bologna con dei B747/F. Ricordate i loadfactors? Io si! E se l’aeroporto di Bologna presentasse un piano di sviluppo delle attività merci, sono convinto che potrebbe tranquillamente attrarre anche qualche Compagnia Aerea Cargo italiana…….
D:Un ultima domanda, lei è titolare di OpenSky Service, ha fondato OpenSky Cargo, poi da un anno leggiamo che ricopre la carica di amministratore delegato di Ocean Airlines con base a Brescia ed ha alcuni B747 Cargo. Tenuto conto dell’importanza geografica di Bologna, lei per caso ha programmi che la compagnia sfrutti le possibilità di raccolta del nodo stradale bolognese e le potenzialità economiche della Regione per iniziare attività da questo aeroporto?
R:In qualità di Amministratore Delegato di Ocean Airlines, non posso che avvalorare quanto detto dal mio “collega”, titolare di OpenSky Group, al punto precedente……
Ringraziamo Rossano De Luca per la disponibilità accordata, invitandolo a seguirci sul nostro sito e se lo riterrà opportuno, vista la sua passione sviscerata per l’aviazione, esserci vicino nelle nostre prossime attività associative data la sua possibilità di poterci aiutare eventualmente all’organizzazione di eventi.
Prossimamente, di tanto in tanto, altre interviste compariranno su questo spazio, nell’ottica di coprire tutto l’ambito, visto da chi vive il volo nei propri settori ogni giorno.
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